Il vantaggio di Di Pietro
Gli attacchi sistematici al presidente della Repubblica sono diventati l’asse principale della politica di Antonio Di Pietro e dei suoi sostenitori. In questo modo l’ex pm si distingue dal resto delle opposizioni, con l’intento di presentare la sua sguaiata campagna antiberlusconiana come l’unica che “non guarda in faccia a nessuno”.

Di Pietro può permettersi di insultare Giorgio Napolitano e di accusarlo di non rispettare i suoi doveri, il che è palesemente falso e provocatorio, anche perché il Partito democratico non si impegna seriamente in un sostegno non solo formale del Quirinale. Dire soltanto che si è “passato il segno”, come ha fatto Pier Luigi Bersani, senza trarne conseguenze politiche sulle alleanze, finisce col fare il gioco di Di Pietro, che così si mostra il più deciso nella lotta contro il berlusconismo, senza pagare alcun prezzo. E’ su questa incapacità delle altre opposizioni di dare sostanza al rispetto per le istituzioni che si crea l’alone di invincibilità del giustizialismo, che così sta acquistando un codazzo di sostenitori interessati, probabilmente, a lucrare sulle sue presunte fortune elettorali.